STUPIDI & STRONZI

Nel saggio sul “Sorgere dello scadimento della società e dei singoli soggetti”, stampato su “Science” di Settembre, il sociologo statunitense Sam Stanford ha schematizzato uno scenario singolare e scomodo, stravagante e semplicemente sconcertante.
In sostanza il succo del suo scritto è il seguente: i singoli nella società si suddividono in “stupidi” e “stronzi”.
“Stupido”, secondo Stanford, è il soggetto sprovveduto e sostanzialmente superficiale: non sa spiegarsi lo status suo e dei suoi simili, non sa soppesare il seguito delle sue scelte.
“Stronzo” è il soggetto senza scrupoli, sfrontato, scaltro, simulatore; schiva sistematicamente il suo svantaggio, si serve spesso dei suoi simili, strafottendosene e, segretamente sive scopertamente, suggella il suo sopravvento.
Stupidità e stronzaggine, dallo Stanford sintetizzate sotto la sigla SS, sono in sintesi lo spirito che sottende e sommuove la società nelle svariate sue sfaccettature. «Spetta solo stabilire» sostiene il sociologo, «se il singolo sia da sistemarsi nella schiera degli stupidi o nello stuolo degli stronzi, o sia similarmente stupido e stronzo, o soprattutto stupido senza smettere di essere stronzo o specialmente stronzo senza smettere di essere stupido»
Se il singolo è sincero con sé stesso, sostanzialmente sa nel segreto del suo spirito la sua situazione: se egli sia della schiera degli stupidi o degli stronzi.
Secondariamente, sostiene Stanford, stupidità e stronzaggine sono scalettate a seconda dello status sociale, delle sostanze del singolo e dello stadio di sviluppo soggettivo.
Solitamente salendo la scala dello status sociale, si solidificherà la stronzaggine, sino allo scalino sommo, dallo Stanford soprannominato «stadio della superstronzaggine»; similmente, scendendo la scala dello sviluppo soggettivo, spicca e si stabilizza la stupidità, sino allo stadio dei «supersciocchi», sottospecie della società!
Se solitamente “superiore” è sinonimo di stronzo (Stati – superpotenze, satelliti – sono, in scala, il sancta sanctorum della stronzaggine), “sottoposto” è sinonimo di stupido (i sudditi, negli svariati scalini, sono la summa della stupidità).
Nel suo studio Stanford suggerisce sette semplificazioni. Sintetizziamo la sesta: sviluppa il soggetto della salute.
Sebbene si sappia che le sigarette sciupino e spengano la salute, è sconcio che lo Stato le smerci e sconsolante che il singolo le succhi. Secondo la situazione suddetta, sostiene Stanford, lo Stato è stronzo, il singolo stupido. Sennonché lo Stato, spendendo soldi per sanare svantaggi e sciagure che scaturiscono dalle sigarette, è simmetricamente stupido e il singolo è specularmene stronzo, non stimando i soldi spesi dalla società e le sofferenze suscitate nei suoi simili per la sua salute non sana.
Sembra ce ne sia a sufficienza, sennonché Stanford non smette di scudisciare e soggiunge severamente che la scalettatura della stupidità e della stronzaggine ha una sua sistematizzazione sicura a seconda della sede e della situazione in cui siamo, del simile col quale siamo sintonizzati e dello stile che seguiamo nella sintonizzazione.
Lo spazio tra stupidità e stronzaggine, seguita a sostenere lo studioso statunitense, sarebbe spesso sottile sino a sparire. A sostegno, sottolinea che «nelle Sacre Scritture stolto e scellerato si sposano, sono similari: scellerato sarebbe chi sopravvive stoltamente, alla stregua che il Signore non sussista o non sondi le scelte del singolo, e non soprintenda alla sua sorte»

Il saggio del sociologo statunitense ha subito suscitato scalpore, sdegno e sospetti nel settore scientifico e non solo.
«È scandaloso e sconcertante» ha sottolineato stizzoso il semiologo sloveno Slobodan Sokovich, «che a studiosi sì sconclusionati della statura dello Stanford sia serbato spazio sulla stampa scientifica seria e siano supportati a scrivere scampoli di “scempiaggini” e “stronzate”, per servirsi degli stessi segni semantici»
Le stoccate si sperperano e lo schiamazzo non si stempera, seppur sembri che spesso si sbraiti e si strepiti del sesso di satana.
Sebbene lo scenario sardonicamente sistematizzato dal sociologo statunitense sia surreale e sconfortante, si spera che nella società ci sia una serie di soggetti che si salvano dalla scomoda e storicamente sanguinaria sigla; seppure lo Stanford sembra scoraggiarci sentenziando: «Stirpe di stupidi siamo/ scialbi e scipiti/ schiera di semplici stronzi/ sperduti nello scintillante scenario del sistema solare!» (sic!)

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