SON CONTENTO

Giornalista      – E allora, Giovanin, come va?

Giovanin         – Eh, son contento.

Giornalista      – Oh, mi fa piacere. Finalmente una persona soddisfatta.

E allora, racconta, a cosa è dovuta la tua contentezza?

Giovanin         – Me va tuto ben.

Giornalista      – Immagino. Dai, racconta.

Giovanin         – Me ga lasà mia moglie.

Giornalista      – Ah … vabbè, d’altronde “meglio soli che male accompagnati” dice il proverbio. No? E poi?

Giovanin         – Quel mona de mio fio non vol véderme.

Giornalista      – Davvero? E come mai?

Giovanin         – El disi che son un stronso patentà.

Giornalista      – Ma tu ce l’hai la patente?

Giovanin         – Chi? mi? De stronso! No go gnanche l’auto, no go.

Giornalista      – Vabbè, in città non serve. Per spostarsi basta prendere il bus.

Giovanin         – Te son mato? El bus costa!

Giornalista      – Beh … costa … però, lavorando …

Giovanin         – Lavorar? Chi? Mi? Go perso il lavor, go perso.

Giornalista      – Ah, e quando?

Giovanin         – Ier l’altro.

Giornalista      – E come mai?

Giovanin         – I disi che non son adato.

Giornalista      – Adatto?

Giovanin         – Adato al genere de lavor.

Giornalista      – Perché? che lavoro facevi?

Giovanin         – Mi? Scovavo la strada, scovavo.

Giornalista      – E non sei adatto?

Giovanin         – No, perché i voleva che scovassi più strade.

Giornalista      – E tu?

Giovanin         – E mi ghe go dito che son monogamo.

Giornalista      – E questo cosa c’entra?

Giovanin         – Che mi, per mio principio, scovo una sola. E po’ alla mia età no go gnanche la forza per far più de una al giorno.

Giornalista      – Ho capito. Comunque, sei contento …

Giovanin         – Eh, son contento, sì. Me va tuto ben.

 

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