RISURREZIONE

In occasione della festa della donna.

La terra si scosse con un rimbombo impressionante e da una tomba uscì improvvisamente, diritta come un fuso, la sagoma di una vecchia, gialla, raggrinzita. Faceva un odore nauseabondo.

«Che giorno è oggi?» domandò a quanti si trovavano in quel momento al cimitero.

Chi scappò in preda al panico, lasciando per terra anche i fiori che avrebbero adornato qualche tomba; chi rimase impalato col terrore nel volto e senza riuscire a muovere un passo.

Solo un vecchietto, decrepito e malaticcio, restò impassibile. Anzi, sembrava quasi divertito della cosa.

«È l’otto marzo del 2012, mia cara» disse con un sorriso del tutto privo di denti.

La morta fece un conto veloce sulle dita. Poi, presa da un forte tremore, domandò:

«Per caso, non è il giorno del Giudizio?»

Il vecchietto la guardò con ironia.

«Se posso dire, bella» disse, dandosi un’aggiustatina alle brache che gli andavano giù per la troppa magrezza, «qui di giudizio ce n’è ben poco; anzi, per niente. E se non sono indiscreto: perché non ti dai un po’ di rosa alle guance e andiamo pure noi a far bagordi?»

Col respiro pesante e le convulsioni, che pareva di stare in segheria, la morta tornò nella tomba e, senza esitazione, richiuse il coperchio su di sé.

 

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