RACCONTI ZEN

PERCHÉ

 

 

Si sapeva che quando il maestro convocava i discepoli nella sala delle assemblee, aveva da comunicare loro qualcosa di importante. Di solito legato alla ricerca della verità.

Quel giorno il maestro Key Jokin entrò con gli occhi bassi e si avviò verso il tavolo, posto davanti alle sedie. Un cenno della mano e i discepoli si sedettero.

Ci fu un silenzio lungo e attento. Di attesa.

Almeno un minuto.

Due forse.

Un silenzio di parecchi minuti.

Interminabili.

…..

«Perché?» disse a un tratto Key Jokin, senza alzare lo sguardo. Voce pacata. Rotonda.

…..

Nella sala cominciò a percepirsi un fruscio di movimenti leggeri, accompagnato da qualche bisbiglio.

Key Jokin alzò gli occhi e senza fretta passò in rassegna ciascuno degli astanti. Tra i tanti sguardi smarriti e interrogativi, vide una lacrima che rigava lenta la guancia di Haku Kue.

Si alzò e uscì dalla sala. Incedeva come se i piedi non toccassero il pavimento e i suoi occhi erano scintillanti.

 

 

 

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