LA PORTA

Segnalazione speciale al 1° concorso internazionale di poesia religiosa “Madre Teresa di Calcutta”

 

Son venuto a bussare alla tua porta

e tu non c’eri.

Son tornato

ma eri sempre via.

“Difficile” ho pensato, “però

potrei incontrarlo per strada”.

Così ho chiesto in giro

sul tuo aspetto.

Chi mi diceva “alto” “magro” “scuro”

e chi ti descriveva “basso”

“grasso” “chiaro”.

Allora mi son messo ad aspettare

alla tua porta.

“Dovrà tornare prima o dopo”

dissi.

 

Ho atteso.

 

Il sole ho visto

farsi fuoco e oro

baciarsi con la luna in mezzo al cielo

e litigare tra la notte e il giorno.

Ho visto l’umido groviglio

delle acque

a-scendere al ricurvo arcobaleno;

sapori verdi, tinte profumate

e ancora forme

– muscoli scattanti –

violente e mansuete;

l’immagine di me in mille specchi

riflessa e mai uguale.

 

Ho visto mani la morte scavare

dalle macerie e

l’asfalto si cingeva di sangue;

mani che hanno arato e seminato

e poi raccolto;

mani che hanno chiesto e donato

il sussurro di una carezza; mani

che hanno plasmato il canto

del cigno;

mani di carne

ossa e nervi;

mani senza nome ma

con volto e storia.

Mani protese

come le mie …

 

Quanti anni!

 

Sciocco!…

Eri tu che bussavi

alla mia porta.

 

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