LA NAUSEA

Finalmente si decise ad andare dal medico.
«Dottore» disse, non nascondendo un certo disagio. «È da un bel po’ che soffro di nausea»
«Da un bel po’?» fece il medico, aggiustando alcune scatole di medicinali sulla scrivania. «Cosa intende per un bel po’
«Eee … almeno una quindicina d’anni»
«Cosa???» esclamò il dottore, strabuzzando gli occhi. «Ed ha aspettato tutto questo tempo per venire a dirmelo? Sa che lei è un incosciente? E le è andata bene!»
«Lo so» rispose l’uomo. «Temevo di non farcela»
«Tanto più doveva decidersi prima!» rincarò il medico leggermente seccato.
«Sa» fece il paziente. «Non è stato facile venire»
«Come se soffrire di nausea sia una vergogna o un peccato!» ribadì ancora il medico. Poi aggiunse: «Comunque, adesso vediamo di risolvere la cosa. Ci sono cibi particolari, per quanto abbia potuto notare, che le procurano il disturbo?»
«No, direi di no. Tra l’altro sono vegetariano e a tavola non eccedo»
«Si dice sempre così. Vediamo. Cosa mangia la mattina?» chiese il dottore. E prese a fare una serie di domande. Tuttavia, alla fine, dovette convenire che l’uomo non aveva un’alimentazione particolarmente pesante e non faceva una vita sregolata. Anzi.
«Quindi ha detto che non fuma e non beve, se non un dito di vino a tavola per accompagnare i pasti»
«È così» confermò il paziente.
«Probabilmente ci deve essere qualche cibo che le fa allergia, procurandole questi fastidi. Nulla di grave suppongo, però è meglio fare qualche ricerca. Le ordinerò delle analisi così stabiliamo a cosa lei è allergico»
«Se permette» disse l’uomo con un certo imbarazzo, «non so fino a che punto quello che sto per dirle possa avere un fondamento»
«Mi dica, qualunque informazione può essere sempre utile»
«Sa» fece l’uomo titubante, «non credo che dipenda dal cibo»
«E da cosa allora?»
L’uomo mise la mano nella tasca interna della giacca, tirò dal portafogli un ritaglio di giornale e lo pose sulla scrivania, davanti al professionista.
«E dunque?»
«Se posso dire, credo che sia all’origine dei miei disturbi»
«Suppongo che lei stia scherzando»
«Non proprio. Questa è la mia impressione. Sono quindici anni che ci penso, da quando ho cominciato ad avvertire i primi sintomi»
«Senta» fece il dottore, tagliando corto tra l’ironico e l’infastidito, «io sono un medico e curo le malattie del corpo. Se usciamo da questo terreno, per una questione di correttezza e professionalità, devo dirle che la faccenda non è più di mia competenza. Non è che voglia lavarmene le mani, capisce. Tutt’al più le posso consigliarle un mio collega, professionista bravo e scrupoloso, che potrebbe fare al caso suo»
«D’accordo» disse l’uomo a mezza voce.
Il medico segnò su un foglietto il nome e il numero di telefono di un collega e congedò l’uomo, augurandogli di trovare al più presto una soluzione al problema.

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