IL PITTORE

da: “STORIETTE”

Era famoso per dipingere l’aria. Era tutta la sua vita.
Ogniqualvolta aveva bisogno di un arnese, un oggetto, qualcosa da mettere in bocca, andare in un posto o provare un’esperienza, si armava di colori e pennelli e cominciava a dar forma ai suoi desideri: un martello, una sedia, una mela, un giardino lussureggiante, una donna …
Diceva che la sua ultima opera sarebbe stata quella di raffigurare il Creatore nell’atto di prenderlo nella sua luce. Per sempre. Ma prima avrebbe voluto provare qualunque emozione e fare qualunque esperienza la vita potesse offrirgli.
Così un giorno cominciò a tratteggiare le alte erbe e gli alberi sparsi della savana, uccelli nel cielo sgombro di nuvole, un gruppo di gazzelle intente ad abbeverarsi in una pozza d’acqua, una leonessa in procinto di assalire gli agili ed eleganti antilopi.
Col pennello prese poi a dar forma a un leone possente: lo ritrasse con lo sguardo torvo e affamato, impressionante nella sua folta criniera.
Non appena diede l’ultimo tocco fulvo, fu un attimo: il felino gli balzò addosso, gli afferrò il braccio, serrandolo nelle poderose tenaglie dei denti e coi canini cominciò a lacerargli le carni. Pochi secondi e l’uomo perse i sensi, muto in un dolore straziante.
Nell’aria dipinta rimasero pochi resti a seccare sotto la calura del sole.
Era famoso per dipingere l’aria. Tutta la sua vita.

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