IL PAESE DI TIRAMOLLA

Nel Paese di Tiramolla ci fu un periodo in cui al Parlamento e ai Consigli delle regioni e delle città venivano eletti personaggi che con la politica non avevano nulla a che vedere. Non solo, di politica non capivano un fico secco.

Come mai? si domanderanno i miei piccoli lettori.

Semplice: i due maggiori Partiti, quello dei Culoni e quello dei Culetti, pur di vincere le elezioni, candidavano nomi celebri o che avevano una certa influenza sulla gente. Così, sugli scranni della Camera Grande e delle Camerette, presero posto cantanti, giocatori di football e campioni dello sport, attricette di avanspettacolo e ballerine, spogliarelliste e pornostar, sarti, faccendieri trafficoni e mafiosi.

Probabilmente avrò tralasciato qualche categoria, ma non me ne si voglia: ogni tanto qualcosa può anche sfuggire.

In quel periodo perfino un nanetto, molto simpatico alla gente, riuscì a diventare Presidente del Consiglio e, poiché in quel Paese esiste la legge per cui qualunque delinquente, una volta eletto, è tutelato dalla cosiddetta “immunità parlamentare”, il nostro piccoletto riuscì ad evitarsi la galera.

Ne combinò, come suol dirsi, di cotte e di crude. Tanto che un bel giorno, un tipo gli scagliò sulla faccia una statuetta di pietra, procurandogli alcune ferite e la rottura di qualche dente.

Come sempre accade in queste circostanze, dissero che fosse labile di mente.

Altrettanto si disse di quel tizio che una sera prese a colpi di bastone il parlamentare Massimino Arcaleo, pescato nel campo dell’imprenditoria e dato in prestito alla politica.

Dopo due anni dalla sua elezione, rilasciò un’intervista nella quale si vantava di essere spesso assente dall’aula parlamentare e di aver immatricolato una Porsche oltre i confini di Tiramolla per evitare di pagar le tasse.

Dovette essere questa intervista ad armare di bastone la mano di quell’insofferente. E dev’essere stata qualche legnata di troppo a costare la vita all’Arcaleo.

Il parlamentare infatti, messosi subito dopo alla guida della sua Porsche, andò a sbattere contro il guardrail all’uscita dell’autostrada.

Sono i conti della vita.

 

P.S. Oggi è primo aprile, giorno delle burle e degli scherzi. Suppongo che non avrete creduto una cicca di quanto fin qui vi ho raccontato.

 

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