EPIMENIDE E IL LEONE

Camminando per la campagna, Epimenide incontrò un leone. I due si fissarono negli occhi, l’uno cercando di interpretare le intenzioni dell’altro. Poi Epimenide si fece coraggio.

«Salve» disse, rompendo il ghiaccio. «Io sono Epimenide».

«E io un leone» rispose il leone.

L’inaspettata cortesia tranquillizzò l’uomo il quale, per togliersi dall’imbarazzo disse: «Io sono di Creta».

«Ed io … io veramente non saprei dirti dove sono nato» fece il leone.

Non capita tutti i giorni di trovare un leone tranquillo e disponibile. Così Epimenide non volle lasciarsi scappare l’occasione di fare due chiacchiere e con l’intento di punzecchiarlo disse:

«Sapevi che tutti i cretesi sono bugiardi?»

«Boh!» fece il leone.

«Come boh? Lo sapevi o non lo sapevi?»

«Beh …»

«Ho capito che non lo sapevi. E ti sembra normale?»

«Cosa?» fece il leone stranito.

«Che tutti i cretesi siano bugiardi»

«Bah …»

«Perché se tutti i cretesi sono bugiardi, allora io sarei bugiardo».

«Affari tuoi» fece il leone, che aveva appena finito di divorare una gazzella e aveva solo voglia di sdraiarsi e riposare.

Epimenide non si scompose per quella risposta e continuò:

«Allora decidiamo: secondo te io sono bugiardo o non sono bugiardo?»

«Che ne so io?» rispose il leone. «Fai come vuoi»

«Allora facciamo che non sono bugiardo. D’accordo?»

«Se ti sta bene».

«Però se non sono bugiardo, allora non sono un cretese».

Il leone lo guardò incredulo.

«E se non sono cretese posso non essere bugiardo?» insistette Epimenide.

Il leone diede una scrollata di spalle.

«Allora? non rispondi?»

«Ti ripeto che non mi interessa. E poi, ho voglia di dormire» cercò di tagliar corto il leone.

«Lascia stare la pennichella. Dunque, per non essere bugiardo» ribadì Epimenide, «non dovrei essere cretese, ma siccome sono cretese allora io sarei un bugiardo …»

Poiché il leone continuava a fissarlo in silenzio, l’uomo aggiunse:

«Secondo te, io sto dicendo la verità?»

«Solo tu puoi saperlo» disse il leone. «E poi non me frega niente!» aggiunse, sperando di toglierselo dai piedi.

Ma l’uomo non demorse. «Però se dico la verità allora vuol dire che sono un bugiardo» disse.

«Tu lo dici».

«E se dico una bugia, allora vuol dire che non sono un bugiardo».

«Ti ripeto che non lo so e non mi interessa» ribadì il leone che cominciava a perdere la pazienza. Ma Epimenide non riusciva più a frenarsi.

«Ascolta» disse. «Secondo te io sto dicendo una bugia o la verità?»

«Insomma, amico» fece il leone davvero seccato. «Posso sapere cosa vuoi da me?»

«Voglio solo sapere se quello che sto dicendo è vero o falso»

«Che cavolo ne so io?! E poi, perché devi tormentarmi così?!»

«Perché se quello che dico è vero allora è falso, e non credo che ci si possa fidare di chi dice il falso; se invece quello che dico è falso allora è vero, e non credo che ti piaccia fidarti di chi dice il falso!»

«Ascolta» disse il leone. «Ho appena finito di farmi una gazzella e ho la pancia così piena che pensare di dover mettere altro nello stomaco mi fa venire la nausea. Ora, secondo te, con la nausea si può mangiare?»

«Dipende» rispose Epimenide.

«E se uno ha la nausea anche se non mangia? Che fa?»

«Dipende» ripeté Epimenide.

«Dunque se mangio mi viene la nausea e se non mangio la nausea continuo ad averla lo stesso. Cosa devo fare, secondo te?»

«Prova a rispondere prima alla mia domanda e poi io risponderò alla tua» disse Epimenide, credendo di aver trovato il modo di incastrare il leone. Ma quello spalancò le fauci e divorò l’uomo in un sol boccone.

«Eh, ci vuol pazienza!» disse l’animale. E, allontanandosi col ventre che quasi gli strisciava sul terreno, aggiunse: «Io sono un leone e tutti i leoni sono affamati. Se adesso non ho fame, vuol dire allora che non sono un leone?»

Non ebbe il tempo di darsi una risposta perché di lì a un minuto stramazzò al suolo dal sonno e cominciò a russare saporitamente.

 

La storia insegna che essere cretesi non è un delitto, essere bugiardi è una responsabilità morale ma personale, essere cretini è un accidente della natura ma insistere nell’essere cretini può portare a brutte conseguenze.

*   *   *

Share
This entry was posted in Prosa, Racconti. Bookmark the permalink.

Lascia un commento